
ORCHIDEA :
''Signore, Signori; Mesdames, Messieurs; Ladies and Gentlemen !
Buonasera ! Buonasera a tutti !
Mi chiamo Orchidea ed ho il grande onore di presentarvi la commedia della nostra compagnia teatrale « Il Divanetto ».
Questa sera cercheremo di divertirvi, di far ridere o almeno sorridere.
Dunque, dunque…statemi bene a sentire!
Siamo nel ‘600, e la nostra storia si svolge nello stesso tempo a Venezia e a Costantinopoli. Stasera tutto è possibile !
Conoscete queste due città ? Certo, certo. Naturalmente scherzo. Chi non le potrebbe conoscere ?
E volete sapere l’argomento della nostra commedia ? Ebbene, è davvero semplicissimo: si tratta di amore, di cuore, di fiori, di passione, di gelosia, di spionaggio e di tante altre cose che, se avrete la pazienza di sentire, noi vi racconteremo.
Ed ora si alzi il sipario!
Cominciate dunque a conoscere la nostra cara Ottomana.
Ottomana è una bellissima ragazza, bella ma molto disperata, poverina, perché suo padre, il grande signore Faruk Bey, l’ha promessa in sposa ad un vecchio riccastro turco che lei non ha mai visto e che ha già sei, dico sei, mogli !
Guardate e sentite come tutto questo è successo tanti, davvero tanti anni fa…"
''Signore, Signori; Mesdames, Messieurs; Ladies and Gentlemen !
Buonasera ! Buonasera a tutti !
Mi chiamo Orchidea ed ho il grande onore di presentarvi la commedia della nostra compagnia teatrale « Il Divanetto ».
Questa sera cercheremo di divertirvi, di far ridere o almeno sorridere.
Dunque, dunque…statemi bene a sentire!
Siamo nel ‘600, e la nostra storia si svolge nello stesso tempo a Venezia e a Costantinopoli. Stasera tutto è possibile !
Conoscete queste due città ? Certo, certo. Naturalmente scherzo. Chi non le potrebbe conoscere ?
E volete sapere l’argomento della nostra commedia ? Ebbene, è davvero semplicissimo: si tratta di amore, di cuore, di fiori, di passione, di gelosia, di spionaggio e di tante altre cose che, se avrete la pazienza di sentire, noi vi racconteremo.
Ed ora si alzi il sipario!
Cominciate dunque a conoscere la nostra cara Ottomana.
Ottomana è una bellissima ragazza, bella ma molto disperata, poverina, perché suo padre, il grande signore Faruk Bey, l’ha promessa in sposa ad un vecchio riccastro turco che lei non ha mai visto e che ha già sei, dico sei, mogli !
Guardate e sentite come tutto questo è successo tanti, davvero tanti anni fa…"
Dialogo 1: Annuncio di matrimonio
In un palazzo sontuoso di Costantinopoli.
Ottomana (piangente) : Padre, non è possibile ! Non l'accetterò mai !
Hai capito! MAI !
Faruk Bey : Figlia mia, sii ragionevole. E' un marito ideale, ricco,
influente...
Ottomana : Non mi interessa ... Non l'ho mai visto. E poi ha già sei mogli. Come puoi farmi questo? Pensavo che tu mi volessi bene ...
Faruk Bey: E' vero, ti voglio bene ...
Ottomana: (piangente sempre più forte) : Non è vero! Sogno. Che schifo ... Voglio morire. (cade a terra)
Faruk Bey : Oh, Dio mio ! Che cosa ho fatto ! (prende la mano della
figlia) E' svenuta ! Aiuto ! Ottomana ! DOTTORE ! DOTTORE !
ORCHIDEA :
«Poverina ! POVERINA !»
Per divertire sua figlia, il padre decide di portarla a Venezia. Funzionava allora una linea marittima quasi regolare fra Costantinopoli e Venezia. Dico 'quasi' perchè qualche volta le navi erano attaccate da pirati oppure da tempeste dell’Oceano Indiano…, Atlantico o Pacifico.
Scherzo, ma scherzo naturalmente, voglio dire del Mar Mediterraneo mosso.
(Nel sottofondo, una banda sonore (soundtrack) d'un mare scatenato, i gridi dei pirati, il rumore delle spade, le detonazione dei fucili)
Avete sentito? Mamma mia! Ma rassicuratevi subito: la nave a vela che trasportava Faruk Bey, Ottomana, la sua fedele balia Safia, e anche una folla di commercianti di tutte le nazionalità è fortunamente arrivata senza problemi nel porto di Venezia. Ma comunque il viaggio ha preso quasi DUE mesi. Sapete perchè era tanto lungo ?
(Con una voce professorale) « Perchè in quest’ epoca, cioè nel Cinquecento, ragazzi miei, il Canale di Suez non esisteva ancora… »
(Orchidea fa una breve pausa … aspettando una reazione del pubblico).
“Come ? Che cosa volete dirmi !
(Con una voce ancora più professorale) Per-fet-ta-mente, fanciulli e fanciulle, siccome il Canale di Suez non esisteva ancora, in quell’ epoca si doveva navigare lungo tutte le coste africane…americane… australiane…, eccetera eccetera. (Con la mano e i gesti comici Orchidea disegna l’itinerario immaginario della nave. Poi fa una pausa per ascoltare le reazioni del pubblico che normalmente dovrebbe protestare).
« Ma per favore, naturalmente, scherzo ancora. Volevo sapere se seguite o no … »
Ma riprendiamo il filo della nostra storia : Faruk Bey, il Direttore d’un cantiere navale a Costantinopoli, va a Venezia anche per (pianissimo)
S p i o n a g g i o. La sua intenzione è di proporre al Sultano una rete di gondole sul canale del Bosforo. Per fare questo, deve stabilire un contatto con gli artigiani veneziani e scoprire il segreto della fabbricazione delle gondole.
Ma shuut ! Silenzio ! Vedrete tutto questo dopo !
« Adesso … guardate ed ascoltate le prime impressione di Ottomana e Safia su Venezia !
DIALOGO 2 : INCONTRO
Davanti allo squero, Paolina scopa e canta. Ottomana e Safia arrivano dall'albergo 'Il due pavoni' e si fermano sul ponticello che si trova tra l'albergo e lo squero.
Ottomana : Ascolta un po' ! Che bella canzone !
Safia : E' vero, mi piace molto …
(Paolina alza la testa verso il ponte e continua a cantare)
Ottomana (come in uno sogno) : Vorrei conoscere questa ragazza … E proprio bella, mi sembra che lei …
Safia (alza un dito) : Ottomana, ti prego …
Ottomana (con impazienza) : Ma dai Safia …
Safia (pianissimo) : Siamo in una città che non conosciamo ancora. E' la prima volta che usciamo dall' albergo. Questa ragazza è la prima persona di Venezia che vedi e tu vuoi conoscerla a tutti i costi ! Sei troppo audace … troppo !
Ottomana (con impazienza crescente) : Basta Safia per piacere …
Safia (con autorità) : Andiamo via ! Subito !
Ottomana : Rimango qui. Voglio parlare con lei. Se tu vuoi, va, non mi interessa.
Safia (sospira) : Ottomana, tuo padre …
Ottomana ( con una voce arrabbiata) : Mio padre ! Mio padre ! Faruk Bey non vuole cosi, Faruk Bey non sarà contento … Basta basta basta !…Non ne posso più.
Safia (con pazienza) : Andiamo a vedere il ponte di Rialto. E' un luogo molto famoso ed è qui vicino.
Ottomana : Non voglio fare la turista stupida .
Safia (sorpresa) : La che? La tu-ri … ? Ma cosa stai dicendo?
Ottomana : Scusami, cara Safia, è una parola che tu non conosci ancora. E' normale perché tu sei un po' … (si tocca la tempia con un l'indice)
Safia : OTTOMANA !
Ottomana : Scusa, nono volevo offenderti. La verità è che nessuno conosce questa parola. L'ho inventata io adesso.
Safia : Che cosa vuoi dire ?
Ottomana : Il turista è una persona che si interessa soltanto dei luoghi e dei monumenti famosi, parla esclusivamente con i camerieri e qualche volta con i poliziotti, poi torna a casa e dice che ha conosciuto una città o un paese.
Safia (perplessa ) : Basta Ottomana, la tua immaginazione galoppa. Non ti capisco…Tutto questo non esiste oggi..
Ottomana : Si si sì sfortunamente, perche tu sei un prototipo della turista, sei qui …
Safia (ancora più perplessa) : Ma che cosa è un proto …
(Ottomana non la bada e corre verso Paolina. La balia la segue comicamente. Paolina smette di cantare prende i pezzi di legna che ha scopato e vuole le buttarli nel canale.)
Ottomana (con allegria) : Buongiorno ! La vostra canzone mi è molto piaciuta molto! Grazie !
Paolina (con un grande sorriso e una piccola riverenza) : Di niente ! Non è niente di speciale (guarda con curiosità i vestiti orientali delle due donne) Quest'anno vi siete mascherate troppo presto. Non siamo ancora a Carnevale.
Ottomana (offesa) : Signorina, non siamo mascherate.
Paolina (sinceramente) : Mi scusi. Non volevo offendervi. Pensavo ..
Safia (prende la mano di Ottomana) : Andiamo via Ottomana!
(Ottomana e Paolina si guardano negli occhi per un lungo momento e poi tutte e due ridono nello stesso momento)
Paolina : Io sono Paolina ! E tu?
Ottomana : Ottomana ! E questa signora è la mia balia e si chiama Safia.
Paolina (fa una piccola riverenza) : Piacere. Sono molto contenta di conoscervi !
Ottomana (fa una piccola riverenza) : Anch' io !
(Le due ragazze prendono la mano di Safia e ballano insieme, musica di Vivaldi di sottofondo)
DIALOGO 3: LA NEVE
La neve a Venezia sul sottofondo. Per fare questa illusione bisogna agitare sopra della cartolina di Venezia due o tre cuscini con piume, lacerate. Ottomana, Paolina e Barnaba hanno in una borsa qualche gomitolo di lana bianca che serve come palle di neve. Dapprima Ottomana corre lungo il campo, cercando di prendere nella bocca i fiocchi in aria. Arriva alla porta dello squero Bluastro. (L'appartamento della famiglia si trova al primo piano.)
Ottomana (suonando energicamente) : Paolina ! Barnaba ! PAOLINA ! BARNABA !
Paolina (alla finestra, si stira, sbadiglia) : Cosa è successo ? Che cosa c'e ?
Ottomana (con la sorpresa nella voce) : Paolina, non vedi niente ? Non è possibile ! Apri gli occhi tuoi !!!
Paolina (con emozione) : NEVICA ! Vengo subito. BARNABA ! Svegliati ! Ottomana è arrivata. NEVICA !
Davanti allo squero i tre ragazzi giocano con la neve, lanciano le palle. Safia arriva imbacuccata in molti vestiti, scialli ecc
Safia (con pazienza) : Signorina Ottomana, ritorniamo a casa prego. Tuo padre … Cerca di essere ragionevole. C'e freddo ! … Non sei piu una bambina…
Ottomana (lancia una palla di neve in direzione di Safia) : Si. Si! SI, sono una bambina e non voglio andare all'albergo. Mi annoio … Sei penosa, Safia … E il padre e ….questo e quello… NO! NO! NO !
Safia : Faruk Bey non sarà contento … te lo dico.
Ottomana non la bada, l'attacca con le palle. Safia se ne va brontolando.
In un palazzo sontuoso di Costantinopoli.
Ottomana (piangente) : Padre, non è possibile ! Non l'accetterò mai !
Hai capito! MAI !
Faruk Bey : Figlia mia, sii ragionevole. E' un marito ideale, ricco,
influente...
Ottomana : Non mi interessa ... Non l'ho mai visto. E poi ha già sei mogli. Come puoi farmi questo? Pensavo che tu mi volessi bene ...
Faruk Bey: E' vero, ti voglio bene ...
Ottomana: (piangente sempre più forte) : Non è vero! Sogno. Che schifo ... Voglio morire. (cade a terra)
Faruk Bey : Oh, Dio mio ! Che cosa ho fatto ! (prende la mano della
figlia) E' svenuta ! Aiuto ! Ottomana ! DOTTORE ! DOTTORE !
ORCHIDEA :
«Poverina ! POVERINA !»
Per divertire sua figlia, il padre decide di portarla a Venezia. Funzionava allora una linea marittima quasi regolare fra Costantinopoli e Venezia. Dico 'quasi' perchè qualche volta le navi erano attaccate da pirati oppure da tempeste dell’Oceano Indiano…, Atlantico o Pacifico.
Scherzo, ma scherzo naturalmente, voglio dire del Mar Mediterraneo mosso.
(Nel sottofondo, una banda sonore (soundtrack) d'un mare scatenato, i gridi dei pirati, il rumore delle spade, le detonazione dei fucili)
Avete sentito? Mamma mia! Ma rassicuratevi subito: la nave a vela che trasportava Faruk Bey, Ottomana, la sua fedele balia Safia, e anche una folla di commercianti di tutte le nazionalità è fortunamente arrivata senza problemi nel porto di Venezia. Ma comunque il viaggio ha preso quasi DUE mesi. Sapete perchè era tanto lungo ?
(Con una voce professorale) « Perchè in quest’ epoca, cioè nel Cinquecento, ragazzi miei, il Canale di Suez non esisteva ancora… »
(Orchidea fa una breve pausa … aspettando una reazione del pubblico).
“Come ? Che cosa volete dirmi !
(Con una voce ancora più professorale) Per-fet-ta-mente, fanciulli e fanciulle, siccome il Canale di Suez non esisteva ancora, in quell’ epoca si doveva navigare lungo tutte le coste africane…americane… australiane…, eccetera eccetera. (Con la mano e i gesti comici Orchidea disegna l’itinerario immaginario della nave. Poi fa una pausa per ascoltare le reazioni del pubblico che normalmente dovrebbe protestare).
« Ma per favore, naturalmente, scherzo ancora. Volevo sapere se seguite o no … »
Ma riprendiamo il filo della nostra storia : Faruk Bey, il Direttore d’un cantiere navale a Costantinopoli, va a Venezia anche per (pianissimo)
S p i o n a g g i o. La sua intenzione è di proporre al Sultano una rete di gondole sul canale del Bosforo. Per fare questo, deve stabilire un contatto con gli artigiani veneziani e scoprire il segreto della fabbricazione delle gondole.
Ma shuut ! Silenzio ! Vedrete tutto questo dopo !
« Adesso … guardate ed ascoltate le prime impressione di Ottomana e Safia su Venezia !
DIALOGO 2 : INCONTRO
Davanti allo squero, Paolina scopa e canta. Ottomana e Safia arrivano dall'albergo 'Il due pavoni' e si fermano sul ponticello che si trova tra l'albergo e lo squero.
Ottomana : Ascolta un po' ! Che bella canzone !
Safia : E' vero, mi piace molto …
(Paolina alza la testa verso il ponte e continua a cantare)
Ottomana (come in uno sogno) : Vorrei conoscere questa ragazza … E proprio bella, mi sembra che lei …
Safia (alza un dito) : Ottomana, ti prego …
Ottomana (con impazienza) : Ma dai Safia …
Safia (pianissimo) : Siamo in una città che non conosciamo ancora. E' la prima volta che usciamo dall' albergo. Questa ragazza è la prima persona di Venezia che vedi e tu vuoi conoscerla a tutti i costi ! Sei troppo audace … troppo !
Ottomana (con impazienza crescente) : Basta Safia per piacere …
Safia (con autorità) : Andiamo via ! Subito !
Ottomana : Rimango qui. Voglio parlare con lei. Se tu vuoi, va, non mi interessa.
Safia (sospira) : Ottomana, tuo padre …
Ottomana ( con una voce arrabbiata) : Mio padre ! Mio padre ! Faruk Bey non vuole cosi, Faruk Bey non sarà contento … Basta basta basta !…Non ne posso più.
Safia (con pazienza) : Andiamo a vedere il ponte di Rialto. E' un luogo molto famoso ed è qui vicino.
Ottomana : Non voglio fare la turista stupida .
Safia (sorpresa) : La che? La tu-ri … ? Ma cosa stai dicendo?
Ottomana : Scusami, cara Safia, è una parola che tu non conosci ancora. E' normale perché tu sei un po' … (si tocca la tempia con un l'indice)
Safia : OTTOMANA !
Ottomana : Scusa, nono volevo offenderti. La verità è che nessuno conosce questa parola. L'ho inventata io adesso.
Safia : Che cosa vuoi dire ?
Ottomana : Il turista è una persona che si interessa soltanto dei luoghi e dei monumenti famosi, parla esclusivamente con i camerieri e qualche volta con i poliziotti, poi torna a casa e dice che ha conosciuto una città o un paese.
Safia (perplessa ) : Basta Ottomana, la tua immaginazione galoppa. Non ti capisco…Tutto questo non esiste oggi..
Ottomana : Si si sì sfortunamente, perche tu sei un prototipo della turista, sei qui …
Safia (ancora più perplessa) : Ma che cosa è un proto …
(Ottomana non la bada e corre verso Paolina. La balia la segue comicamente. Paolina smette di cantare prende i pezzi di legna che ha scopato e vuole le buttarli nel canale.)
Ottomana (con allegria) : Buongiorno ! La vostra canzone mi è molto piaciuta molto! Grazie !
Paolina (con un grande sorriso e una piccola riverenza) : Di niente ! Non è niente di speciale (guarda con curiosità i vestiti orientali delle due donne) Quest'anno vi siete mascherate troppo presto. Non siamo ancora a Carnevale.
Ottomana (offesa) : Signorina, non siamo mascherate.
Paolina (sinceramente) : Mi scusi. Non volevo offendervi. Pensavo ..
Safia (prende la mano di Ottomana) : Andiamo via Ottomana!
(Ottomana e Paolina si guardano negli occhi per un lungo momento e poi tutte e due ridono nello stesso momento)
Paolina : Io sono Paolina ! E tu?
Ottomana : Ottomana ! E questa signora è la mia balia e si chiama Safia.
Paolina (fa una piccola riverenza) : Piacere. Sono molto contenta di conoscervi !
Ottomana (fa una piccola riverenza) : Anch' io !
(Le due ragazze prendono la mano di Safia e ballano insieme, musica di Vivaldi di sottofondo)
DIALOGO 3: LA NEVE
La neve a Venezia sul sottofondo. Per fare questa illusione bisogna agitare sopra della cartolina di Venezia due o tre cuscini con piume, lacerate. Ottomana, Paolina e Barnaba hanno in una borsa qualche gomitolo di lana bianca che serve come palle di neve. Dapprima Ottomana corre lungo il campo, cercando di prendere nella bocca i fiocchi in aria. Arriva alla porta dello squero Bluastro. (L'appartamento della famiglia si trova al primo piano.)
Ottomana (suonando energicamente) : Paolina ! Barnaba ! PAOLINA ! BARNABA !
Paolina (alla finestra, si stira, sbadiglia) : Cosa è successo ? Che cosa c'e ?
Ottomana (con la sorpresa nella voce) : Paolina, non vedi niente ? Non è possibile ! Apri gli occhi tuoi !!!
Paolina (con emozione) : NEVICA ! Vengo subito. BARNABA ! Svegliati ! Ottomana è arrivata. NEVICA !
Davanti allo squero i tre ragazzi giocano con la neve, lanciano le palle. Safia arriva imbacuccata in molti vestiti, scialli ecc
Safia (con pazienza) : Signorina Ottomana, ritorniamo a casa prego. Tuo padre … Cerca di essere ragionevole. C'e freddo ! … Non sei piu una bambina…
Ottomana (lancia una palla di neve in direzione di Safia) : Si. Si! SI, sono una bambina e non voglio andare all'albergo. Mi annoio … Sei penosa, Safia … E il padre e ….questo e quello… NO! NO! NO !
Safia : Faruk Bey non sarà contento … te lo dico.
Ottomana non la bada, l'attacca con le palle. Safia se ne va brontolando.
DIALOGO 4: CARNEVALE
Paolina e Ottomana accompagnate da Safia che fa un grande sforzo per seguire le due ragazze. Le tre donne fanno una passeggiata in un quartiere tipico di Venezia con le calli strette, i canaletti e i ponticelli.
Paolina : Vuoi essere un Arlecchino ?
Ottomana : Che cosa è?
Paolina : E’ un personaggio del Carnevale molto piacevole. È vestito con un costume a molti colori. Il suo vestito con losanghe o triangoli somiglia ad un pigiama … L'Arlecchino porta di solito un cappello con le corne multicolore e le picolle campanelle.
Te lo farò vedere a casa mia.
Ottomana : No lo so ancora come mascherarmi, ma a prima vista l'Arlecchino mi sembra meglio per un uomo. Forse mio padre può essere un Arlecchino … (con sorriso) oppure Barnaba.
Paolina (malziosa) : Il Signor Faruk Bey non deve preoccuparsi per il Carnevale ! È già quasi travestito!
Ottomana : Non ho capito. Che vuoi dire ?
Paolina : ITuo padre è già mascherato da ricco principe orientale. Bisogna che si metta soltanto una bauta, e basta cosi !
Ottomana (con una voce offensa) : Mio padre non è mascherato. I suoi vestiti sono normali a Costantinopoli …
Paolina : Mi dispiace, non volevo offenderti, Ottomana, scusa. Ho voluto scherzare un po’. Non prendertela, ti prego, Ottomana !
(Ottomana non vuole ascoltarla, corre davanti e si nasconde dietro un muretto. Dal sottofondo si sente la voce lontana di Safia, che va crescendo)
Safia (sempre invisibile): Ragazze ! Dove siete ? Ottomana ? Paolinaaaaa OTTOMANAAAAA ?
(Safia arriva sulla scena, prima soltanto la sua testa è illuminata, poi tutto il corpo. Safia cammina verso destra, poi verso la finestra, esita, finalmente si ferma e si siede a terra. Paolina e Ottomana rimangono nell’ oscurità durante il monologo di Safia)
Safia (con una voce lamentosa) : Mamma mia, dovrei domandare un aumento a Faruk Bey. Il mio lavoro è proprio troppo difficile! OTTOMANA ! Dove sei ? È così facile perdersi in questa città PAOLINA !
(piano) Dappertutto c' è questa acqua grigia che non si muove, non è trasparente … Mi fa paura. (con una voce forte ) RAGAZZE, dove siete ? (pianissimo, come una confessione) Mi sembra talvolta che questa città non esista veramente, è uno scenario dimenticato, è un sogno. I veneziani sono i fantasmi, gli spiriti degli attori d'una commedia antica… Sono tutti morti mille anni fa.
(Il ' miaou' d' un gatto si sente. Bruscamente Safia si volta, poi continua con una voce nostalgica) Anche Costantinopoli è un’isola, c' è anche il mare, c' è un Canal grande, c' è tanta gente che come qui dorme mai. Ma a Costantinopoli tutti sono vivi, la loro pelle ha il colore del caffè, e il sangue è rosso … e caldo. Loro sudano. Sputano. Gridano. Di più a Costantinopoli è facile sapere dove si trova il cielo e dove è la terra. Da qui non so veramente la differenza fra 'su' e 'giù'. (Sospiro)
E poi in Turchia non c' è tutta questa maledetta umidità che entra profondamente nelle mie ossa e mi fa male. (Un altro' miau' si sente più vicino)
Stasera domanderò un aumento a Faruk Bey … o almeno un piccolo regalo.
OTTOMANA (salta dal muretto davanti Safia) : Miau ! Un piccolo regalo ? !
PAOLINA ( abbraccia la balia) : Per piacere, cara Safia, non arrabbiarti. Abbiamo discusso d'un argomento importantissimo, non abbiamo fatto attenzione. Mille scuse !!
OTTOMANA : Ti dò subito un regalo. Guarda ! (Ottomana le mette la maschera d' El Medico dea Peste.) È perfetto !
(Le due ragazze mettono le maschere, prendono le mani di Safia e tutte le tre fanno un girotondo allegrissimo su un’ aria delle Quattro stagioni di Vivaldi.)
(I tre giovani sono nella sala d'attesa dove il Signor Bluastro riceve i suoi clienti. Paolina e Ottomana sono sedute su delle poltrone una di fronte all’altra. Davanti a loro, Barnaba è disteso su un divano, gli occhi chiusi, una mano sotto la testa. Durante il dialogo, il pubblico segue sul suo viso le impressioni che causano in lui le confidenze delle due amiche.)
Paolina e Ottomana accompagnate da Safia che fa un grande sforzo per seguire le due ragazze. Le tre donne fanno una passeggiata in un quartiere tipico di Venezia con le calli strette, i canaletti e i ponticelli.
Paolina : Vuoi essere un Arlecchino ?
Ottomana : Che cosa è?
Paolina : E’ un personaggio del Carnevale molto piacevole. È vestito con un costume a molti colori. Il suo vestito con losanghe o triangoli somiglia ad un pigiama … L'Arlecchino porta di solito un cappello con le corne multicolore e le picolle campanelle.
Te lo farò vedere a casa mia.
Ottomana : No lo so ancora come mascherarmi, ma a prima vista l'Arlecchino mi sembra meglio per un uomo. Forse mio padre può essere un Arlecchino … (con sorriso) oppure Barnaba.
Paolina (malziosa) : Il Signor Faruk Bey non deve preoccuparsi per il Carnevale ! È già quasi travestito!
Ottomana : Non ho capito. Che vuoi dire ?
Paolina : ITuo padre è già mascherato da ricco principe orientale. Bisogna che si metta soltanto una bauta, e basta cosi !
Ottomana (con una voce offensa) : Mio padre non è mascherato. I suoi vestiti sono normali a Costantinopoli …
Paolina : Mi dispiace, non volevo offenderti, Ottomana, scusa. Ho voluto scherzare un po’. Non prendertela, ti prego, Ottomana !
(Ottomana non vuole ascoltarla, corre davanti e si nasconde dietro un muretto. Dal sottofondo si sente la voce lontana di Safia, che va crescendo)
Safia (sempre invisibile): Ragazze ! Dove siete ? Ottomana ? Paolinaaaaa OTTOMANAAAAA ?
(Safia arriva sulla scena, prima soltanto la sua testa è illuminata, poi tutto il corpo. Safia cammina verso destra, poi verso la finestra, esita, finalmente si ferma e si siede a terra. Paolina e Ottomana rimangono nell’ oscurità durante il monologo di Safia)
Safia (con una voce lamentosa) : Mamma mia, dovrei domandare un aumento a Faruk Bey. Il mio lavoro è proprio troppo difficile! OTTOMANA ! Dove sei ? È così facile perdersi in questa città PAOLINA !
(piano) Dappertutto c' è questa acqua grigia che non si muove, non è trasparente … Mi fa paura. (con una voce forte ) RAGAZZE, dove siete ? (pianissimo, come una confessione) Mi sembra talvolta che questa città non esista veramente, è uno scenario dimenticato, è un sogno. I veneziani sono i fantasmi, gli spiriti degli attori d'una commedia antica… Sono tutti morti mille anni fa.
(Il ' miaou' d' un gatto si sente. Bruscamente Safia si volta, poi continua con una voce nostalgica) Anche Costantinopoli è un’isola, c' è anche il mare, c' è un Canal grande, c' è tanta gente che come qui dorme mai. Ma a Costantinopoli tutti sono vivi, la loro pelle ha il colore del caffè, e il sangue è rosso … e caldo. Loro sudano. Sputano. Gridano. Di più a Costantinopoli è facile sapere dove si trova il cielo e dove è la terra. Da qui non so veramente la differenza fra 'su' e 'giù'. (Sospiro)
E poi in Turchia non c' è tutta questa maledetta umidità che entra profondamente nelle mie ossa e mi fa male. (Un altro' miau' si sente più vicino)
Stasera domanderò un aumento a Faruk Bey … o almeno un piccolo regalo.
OTTOMANA (salta dal muretto davanti Safia) : Miau ! Un piccolo regalo ? !
PAOLINA ( abbraccia la balia) : Per piacere, cara Safia, non arrabbiarti. Abbiamo discusso d'un argomento importantissimo, non abbiamo fatto attenzione. Mille scuse !!
OTTOMANA : Ti dò subito un regalo. Guarda ! (Ottomana le mette la maschera d' El Medico dea Peste.) È perfetto !
(Le due ragazze mettono le maschere, prendono le mani di Safia e tutte le tre fanno un girotondo allegrissimo su un’ aria delle Quattro stagioni di Vivaldi.)
(I tre giovani sono nella sala d'attesa dove il Signor Bluastro riceve i suoi clienti. Paolina e Ottomana sono sedute su delle poltrone una di fronte all’altra. Davanti a loro, Barnaba è disteso su un divano, gli occhi chiusi, una mano sotto la testa. Durante il dialogo, il pubblico segue sul suo viso le impressioni che causano in lui le confidenze delle due amiche.)
DIALOGO 4: DIALOGO DI AMORE
Paolina : E tu, che sai dell' amore ?
Ottomana : (abbassando gli occhi, sorride timidamente) : Niente …niente. Ma perché mi chiedi questo? (dopo una breve pausa) E tu ?
Paolina: Anch’io, non so niente … o quasi niente.
Barnaba: (fa un piccolo sorriso scettico)
Ottomana : Sei sicura che tuo fratello dorma ?
Paolina (si alza, va verso il divano): Completamente. Ha lavorato tutta la giornata, è molto stanco.
Ottomana : Credi all’amore a prima vista ?
Paolina : (riflette un po’) Mi sono spesso chiesta come si può amare qualcuno e desiderare di essere toccata, accarezzata ? Come si può avere del piacere a scambiare la saliva, per esempio, con qualcuno? Normalmente non si vuole neppure essere troppo vicini a uno sconosciuto, questo li fa orrore …
Barnaba : (apre i suoi grandissimi occhi)
Paolina: Per me questo è la prova che l'amore a prima vista esiste ed è anche una prova della famosa teoria famosa di Platone…
Ottomana (molto teatrale) : L'uomo e la donna sarebbero separati dalla volontà degli Dei gelosi. Tutta la vita, si cercano ed a volte si trovano.
Paolina : Giustissimo !
Ottomana (pianissimo) : Puoi immaginare, cara Paolina, che il padre mi ha trovato a Costantinopoli un marito che ha già sei mogli …
(Paolina sorpresa per la rivelazione improvvisa, lancia un grido. La fronte di Barnaba si piega, anche lui lancia un grido, ma rimane muto …)
Paolina : Non ti credo, che cosa dici ?
Ottomana (con un'ironia amara) : E’ un’ottima prova dell’amore paterno …
Barnaba: (sempre più indignato)
Ottomana : E’ ricchissimo, influentissimo, vicino al Sultano …
Paolina : Il Sultano ???
Barnaba (muto) : Il Sultano !
Ottomana (con una voce indignata) : Poverina me, non sai che il Sultano è l'uomo più triste e più solo del nostro Impero ? Che lui vive con una spada di Damocle sopra la testa. Tutte le sue mogli, fratelli, zie, zii fanno lotte permanenti per accaparrarsi il potere e il trono. Il sultano è come un uccello in gabbia. Il suo unico piacere è un giardino di tulipani che ha fatto piantare davanti alle finestre della sua prigione dorata.
Paolina : INCREDIBILE !
Barnaba (muto) : Incredibile !
Ottomana (energicamente) : Voglio rimanere a Venezia ! Lavorerò !
Paolina (con un sorriso) : Che cosa sai fare ?
Ottomana : Giocare a lauta (Suada, cosa volevi dire ?), ricamare (ma non mi piace, mi annoia), … parlare francese …
Paolina : Sai scopare ?
Ottomana : Non l'ho mai fatto, ma mi sembra facile … Ti ho osservata qualche volta farlo. Posso provare ?
Paolina ; Sì, certo. Un attimo !
(Se ne va, poi torna con una scopa che dà a Ottomana, e una parrucca marrone che mette sulla testa. Poi fa una grande occhiata (e qui ? fait un clin d’œil ??) al pubblico )
DIALOGO 5: UNA NOTIZIA IMPORTANTISSIMA
Nella loro stanza privata dell’albergo FB legge una lettera. Ottomana gioca con le maschere e le parrucche con un bellissimo specchietto in mano.Safia ricama.
Faruk Bey (ripiegando una lettera) : Mie care … una notizia importantissima !
(O. e S. si fermano e l’osservano con aria interrogativa)
FB (molto serio): Dobbiamo ritornare presto a Costantinopoli…
Ottomana (gridando) : No ! NO !!! Padre !
FB (osservandola con rimprovero) : Tesoro, sii ragionevole… (e girandosi verso Safia) : Safia, per favore, comincia a preparare le valigie. (sospirando) Prima le valigie di Ottomana, che ha comprato una montagna di cose inutili…
O : Non può essere vero ! Non voglio partire ! Rimarrò qui !
S Si alza e cerca di prendere le maschere dalle mani di Ottomana…
O : Lasciami ! Lascia stare queste maschere ! (poi, rivolgendosi al pubblico) Una vera strega!
FB (paziente) : Figlia mia, non comportarti come una bambina viziata !
S (rivolgendosi al pubblico) : Ma Ottomana è una bambina viziata !
O (con ardore) : Ma perché poi dovremmo ritornare a Costantinopoli ? Dimmi perché ? Non abbiamo ancora finito la nostra missione… E poi… Non voglio prendere ancora la nave. Mai più ! Ho il mal di mare, lo sai ! (girandosi verso Safia) Anche tu hai il mal di mare, Safia !
S (rivolgendosi al pubblico con un’espressione di profondo disgusto)
Sì, è vero! Ma…
FB (stanco e impaziente) : Adesso non posso spiegarti, non puoi capire. Obblighi superiori…
O (ironica verso il pubblico) : Obblighi superiori !... (guardando FB) : Eh no ! Io resto a Venezia ! Non voglio partire !
FB (mettendosi le mani alle orecchie per non sentire e poi girandosi verso Safia) Se qualcuno mi cerca, sono nella bottega del Signor Bluastro ! Grazie Safia ! A presto.
DIALOGO 6: NELLO SQUERO
Nello squero di Bluastro. Barnaba lavora con uno scalpello su una gondola posta nel centro della stanza. La gondola è ornata d’una piccola stella azzura, cioè la marca della casa BLUASTRO. Il signor Bluastro fa un disegno davanti ad un cavalletto. La signora Carla scrive con una penna e il calamaio su una pergamena.
Signora Carla ( sotto voce) : Tremilacinquecento più milleduecentosettanta …
(Si sente il suono di una piccolo campanello: … Dring …dring …dring …)
Signora Carla: Avanti !
(Faruk Bey entra. Il suo vestito è sontuoso, ha un turbante con molti gioielli, è un bell’ uomo elegante.)
Signor Bluastro (con le braccia aperte) : Oh Signor Ambasciatore, entri per piacere ! Che bella sorpresa la sua visita improvvisa! Entri, Illustrissimo ! Entri per favore !
FB : Signora Carla, Signor Bluastro, Barnaba, come state ? Tutto bene ?
SC, SB, B (insieme) : Benissimo, grazie mille !
FB : E la bella Paolina ? Sta bene ?
SC (con grande sorriso ) : Sì, sì, Illustrissimo. Benissimo. E Ottomana ? Le piace sempre Venezia?
FB (con un piccolo sospiro) : Moltissimo. Grazie !
SB : Prenda una sedia, per piacere . Illustrissimo, questa poltrona è molto più comoda.
FB (si siede ): Caro Signor Bluastro, Signora Carla, prego, non datemi sempre dell’ « ambasciatore » o dell’ « illustrissimo ». Vi ho già detto, sono come voi …un lavoratore … un artigiano.
SB : Oh! Oh! Signor Faruk Bey è troppo modesto. Senta, non siamo proprio della stessa classe, ma le sue parole ci fanno un grande onore.
FB : Signor Bluastro, io sono fortunato di conoscerLa, di conoscere Lei e tutta la sua famiglia valorosa. Vorrei anche dirvi mia figlia è diventata una altra persona, allegra, buona, intelligente … Si tratta probalbilmente dell’influenza di Paolina…
SC : Non esageri ? La prego. Comunque evviva, evviva !
FB (con un profondo sospiro) : Ma sono venuto ad annunciarvi che dobbiamo partire per Costantinopoli presto, prestissimo … E’ molto urgente ! Niente di personale, non non preoccupatevi …
SC : Oh peccato ! Davvero PECCATO !
(Il Signor Bluastro osserva la signora Carla con sorpresa e un po’ di sospetto.
SB ( po’ freddo): Dunque, che possiamo fare per Lei?
FB : Niente, caro amico, sono venuto a dirvi arrivederci.
SB : D’accordo arrivederci allora e buon viaggio !
(Faruk Bey bacia la mano della Signora Bluastro )
FB : Arrivederci e grazie per tutto !
(Vuole uscire).
SB : Signor Faruk Bey aspetti un po’. Può farci un piccolo favore ?
FB : Certo, certo.
SB : Sieda prego. È un po’ lungo da raccontare.
(FB si siede, cerca la sua pipa, si mette a fumare)
SB : Due anni fa la fidanzata di Barnaba è stata rapita sul Mare Adriatico vicino all’Albania. Da quel giorno il poverino non ha alcuna notizia della sua fidanzata …
FB : Che infelice, mi dispiace, mi dispiace …
SB : Barnaba, vieni qui. (Barnaba corre e si mette vicino alla poltrona di Faruk Bey). La mia domanda, signor Faruk Bey è la seguente : È possibile che Barnaba venga con Lei in Turchia per cercare la sua amata fidanzata? Forse con tutte le sue relazioni e la sua influenza potrebbe aiutarlo a ritrovarla.
FB : Ma certo, Signor Bluastro, sono d'accordissimo. Sappia che Barnaba sarà trattato come un figlio.
SB : La ringrazio molto. Mi lasci offrirle un regalo, la prego.
(Il Signor Bluastro prende il modellino d’una gondola e lo dà a FB).
FB : Signor Bluastro, non c’è di che. E’ normale, sono contento di aiutare la vostra famiglia.
(Faruk Bey esce colla gondola in mano. Davanti allo squero alza la gondola in aria e sorride verso il publico con un’occhiata d’intesa).
Paolina : E tu, che sai dell' amore ?
Ottomana : (abbassando gli occhi, sorride timidamente) : Niente …niente. Ma perché mi chiedi questo? (dopo una breve pausa) E tu ?
Paolina: Anch’io, non so niente … o quasi niente.
Barnaba: (fa un piccolo sorriso scettico)
Ottomana : Sei sicura che tuo fratello dorma ?
Paolina (si alza, va verso il divano): Completamente. Ha lavorato tutta la giornata, è molto stanco.
Ottomana : Credi all’amore a prima vista ?
Paolina : (riflette un po’) Mi sono spesso chiesta come si può amare qualcuno e desiderare di essere toccata, accarezzata ? Come si può avere del piacere a scambiare la saliva, per esempio, con qualcuno? Normalmente non si vuole neppure essere troppo vicini a uno sconosciuto, questo li fa orrore …
Barnaba : (apre i suoi grandissimi occhi)
Paolina: Per me questo è la prova che l'amore a prima vista esiste ed è anche una prova della famosa teoria famosa di Platone…
Ottomana (molto teatrale) : L'uomo e la donna sarebbero separati dalla volontà degli Dei gelosi. Tutta la vita, si cercano ed a volte si trovano.
Paolina : Giustissimo !
Ottomana (pianissimo) : Puoi immaginare, cara Paolina, che il padre mi ha trovato a Costantinopoli un marito che ha già sei mogli …
(Paolina sorpresa per la rivelazione improvvisa, lancia un grido. La fronte di Barnaba si piega, anche lui lancia un grido, ma rimane muto …)
Paolina : Non ti credo, che cosa dici ?
Ottomana (con un'ironia amara) : E’ un’ottima prova dell’amore paterno …
Barnaba: (sempre più indignato)
Ottomana : E’ ricchissimo, influentissimo, vicino al Sultano …
Paolina : Il Sultano ???
Barnaba (muto) : Il Sultano !
Ottomana (con una voce indignata) : Poverina me, non sai che il Sultano è l'uomo più triste e più solo del nostro Impero ? Che lui vive con una spada di Damocle sopra la testa. Tutte le sue mogli, fratelli, zie, zii fanno lotte permanenti per accaparrarsi il potere e il trono. Il sultano è come un uccello in gabbia. Il suo unico piacere è un giardino di tulipani che ha fatto piantare davanti alle finestre della sua prigione dorata.
Paolina : INCREDIBILE !
Barnaba (muto) : Incredibile !
Ottomana (energicamente) : Voglio rimanere a Venezia ! Lavorerò !
Paolina (con un sorriso) : Che cosa sai fare ?
Ottomana : Giocare a lauta (Suada, cosa volevi dire ?), ricamare (ma non mi piace, mi annoia), … parlare francese …
Paolina : Sai scopare ?
Ottomana : Non l'ho mai fatto, ma mi sembra facile … Ti ho osservata qualche volta farlo. Posso provare ?
Paolina ; Sì, certo. Un attimo !
(Se ne va, poi torna con una scopa che dà a Ottomana, e una parrucca marrone che mette sulla testa. Poi fa una grande occhiata (e qui ? fait un clin d’œil ??) al pubblico )
DIALOGO 5: UNA NOTIZIA IMPORTANTISSIMA
Nella loro stanza privata dell’albergo FB legge una lettera. Ottomana gioca con le maschere e le parrucche con un bellissimo specchietto in mano.Safia ricama.
Faruk Bey (ripiegando una lettera) : Mie care … una notizia importantissima !
(O. e S. si fermano e l’osservano con aria interrogativa)
FB (molto serio): Dobbiamo ritornare presto a Costantinopoli…
Ottomana (gridando) : No ! NO !!! Padre !
FB (osservandola con rimprovero) : Tesoro, sii ragionevole… (e girandosi verso Safia) : Safia, per favore, comincia a preparare le valigie. (sospirando) Prima le valigie di Ottomana, che ha comprato una montagna di cose inutili…
O : Non può essere vero ! Non voglio partire ! Rimarrò qui !
S Si alza e cerca di prendere le maschere dalle mani di Ottomana…
O : Lasciami ! Lascia stare queste maschere ! (poi, rivolgendosi al pubblico) Una vera strega!
FB (paziente) : Figlia mia, non comportarti come una bambina viziata !
S (rivolgendosi al pubblico) : Ma Ottomana è una bambina viziata !
O (con ardore) : Ma perché poi dovremmo ritornare a Costantinopoli ? Dimmi perché ? Non abbiamo ancora finito la nostra missione… E poi… Non voglio prendere ancora la nave. Mai più ! Ho il mal di mare, lo sai ! (girandosi verso Safia) Anche tu hai il mal di mare, Safia !
S (rivolgendosi al pubblico con un’espressione di profondo disgusto)
Sì, è vero! Ma…
FB (stanco e impaziente) : Adesso non posso spiegarti, non puoi capire. Obblighi superiori…
O (ironica verso il pubblico) : Obblighi superiori !... (guardando FB) : Eh no ! Io resto a Venezia ! Non voglio partire !
FB (mettendosi le mani alle orecchie per non sentire e poi girandosi verso Safia) Se qualcuno mi cerca, sono nella bottega del Signor Bluastro ! Grazie Safia ! A presto.
DIALOGO 6: NELLO SQUERO
Nello squero di Bluastro. Barnaba lavora con uno scalpello su una gondola posta nel centro della stanza. La gondola è ornata d’una piccola stella azzura, cioè la marca della casa BLUASTRO. Il signor Bluastro fa un disegno davanti ad un cavalletto. La signora Carla scrive con una penna e il calamaio su una pergamena.
Signora Carla ( sotto voce) : Tremilacinquecento più milleduecentosettanta …
(Si sente il suono di una piccolo campanello: … Dring …dring …dring …)
Signora Carla: Avanti !
(Faruk Bey entra. Il suo vestito è sontuoso, ha un turbante con molti gioielli, è un bell’ uomo elegante.)
Signor Bluastro (con le braccia aperte) : Oh Signor Ambasciatore, entri per piacere ! Che bella sorpresa la sua visita improvvisa! Entri, Illustrissimo ! Entri per favore !
FB : Signora Carla, Signor Bluastro, Barnaba, come state ? Tutto bene ?
SC, SB, B (insieme) : Benissimo, grazie mille !
FB : E la bella Paolina ? Sta bene ?
SC (con grande sorriso ) : Sì, sì, Illustrissimo. Benissimo. E Ottomana ? Le piace sempre Venezia?
FB (con un piccolo sospiro) : Moltissimo. Grazie !
SB : Prenda una sedia, per piacere . Illustrissimo, questa poltrona è molto più comoda.
FB (si siede ): Caro Signor Bluastro, Signora Carla, prego, non datemi sempre dell’ « ambasciatore » o dell’ « illustrissimo ». Vi ho già detto, sono come voi …un lavoratore … un artigiano.
SB : Oh! Oh! Signor Faruk Bey è troppo modesto. Senta, non siamo proprio della stessa classe, ma le sue parole ci fanno un grande onore.
FB : Signor Bluastro, io sono fortunato di conoscerLa, di conoscere Lei e tutta la sua famiglia valorosa. Vorrei anche dirvi mia figlia è diventata una altra persona, allegra, buona, intelligente … Si tratta probalbilmente dell’influenza di Paolina…
SC : Non esageri ? La prego. Comunque evviva, evviva !
FB (con un profondo sospiro) : Ma sono venuto ad annunciarvi che dobbiamo partire per Costantinopoli presto, prestissimo … E’ molto urgente ! Niente di personale, non non preoccupatevi …
SC : Oh peccato ! Davvero PECCATO !
(Il Signor Bluastro osserva la signora Carla con sorpresa e un po’ di sospetto.
SB ( po’ freddo): Dunque, che possiamo fare per Lei?
FB : Niente, caro amico, sono venuto a dirvi arrivederci.
SB : D’accordo arrivederci allora e buon viaggio !
(Faruk Bey bacia la mano della Signora Bluastro )
FB : Arrivederci e grazie per tutto !
(Vuole uscire).
SB : Signor Faruk Bey aspetti un po’. Può farci un piccolo favore ?
FB : Certo, certo.
SB : Sieda prego. È un po’ lungo da raccontare.
(FB si siede, cerca la sua pipa, si mette a fumare)
SB : Due anni fa la fidanzata di Barnaba è stata rapita sul Mare Adriatico vicino all’Albania. Da quel giorno il poverino non ha alcuna notizia della sua fidanzata …
FB : Che infelice, mi dispiace, mi dispiace …
SB : Barnaba, vieni qui. (Barnaba corre e si mette vicino alla poltrona di Faruk Bey). La mia domanda, signor Faruk Bey è la seguente : È possibile che Barnaba venga con Lei in Turchia per cercare la sua amata fidanzata? Forse con tutte le sue relazioni e la sua influenza potrebbe aiutarlo a ritrovarla.
FB : Ma certo, Signor Bluastro, sono d'accordissimo. Sappia che Barnaba sarà trattato come un figlio.
SB : La ringrazio molto. Mi lasci offrirle un regalo, la prego.
(Il Signor Bluastro prende il modellino d’una gondola e lo dà a FB).
FB : Signor Bluastro, non c’è di che. E’ normale, sono contento di aiutare la vostra famiglia.
(Faruk Bey esce colla gondola in mano. Davanti allo squero alza la gondola in aria e sorride verso il publico con un’occhiata d’intesa).

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